Sicurezza invernale e continuità varia con i Serbatoi in Composito di Fibra di Vetro

01

set

Sicurezza invernale e continuità varia con i Serbatoi in Composito di Fibra di Vetro

Durante la stagione invernale, autostrade, strade extraurbane, viadotti e tratti montani devono restare percorribili anche con neve, gelo e basse temperature.

Il rischio che corrono? Va oltre la semplice neve visibile. 

Stiamo parlando dello strato di ghiaccio compatto, spesso poco percepibile, che riduce l’aderenza e aumenta il pericolo per automobilisti, operatori e mezzi pesanti. Per intervenire bene servono prodotti sciogli-ghiaccio sempre disponibili, punti di stoccaggio distribuiti, rifornimento rapido dei mezzi e… serbatoi sicuri per il controllo del rischio ambientale.

Materiale anti-ghiaccio al posto giusto

Il cloruro di calcio deve essere vicino ai tratti più esposti, disponibile nei momenti di allerta e in quantità coerente con il piano neve. E una volta definiti i punti dove posizionarlo,  va conservato in modo corretto. Il CaCl2 è una soluzione aggressiva: può attaccare contenitori metallici, degradare guarnizioni e provocare perdite, con possibili impatti ambientali e responsabilità per il gestore.

Quale soluzione adottare?

La soluzione tecnica è l’impiego di serbatoi in composito in fibra di vetro PRFV per lo stoccaggio del cloruro di calcio. 

Sicuri, pensati per:

- autostrade

- strade statali e provinciali

- viadotti

- valichi

- tratte montane

- punti neve

- aree tecniche di rifornimento

- infrastrutture esposte a gelo e basse temperature.

Le configurazioni dei serbatoi Manzi possono essere verticali o orizzontali, fuori terra o interrate, monoblocco o a doppia parete monitorabile, con capacità variabili da 5 a 50 m³.

ChemShield, il serbatoio dalla tecnologia smart

Il Serbatoio Manzi ideato per questa esigenza è il ChemShield in PRFV.

Il PRFV è composto da resina poliestere rinforzata con fibra di vetro. La struttura è stratificata: liner interno anticorrosione, strato intermedio meccanico-resistente e strato esterno protettivo. La tecnica usata nel processo di produzione permette di ottenere robustezza, flessibilità, leggerezza e durabilità.

La doppia parete monitorabile, con intercapedine controllabile tramite centralina, consente di rilevare eventuali anomalie e ridurre il rischio di sversamenti.

I limiti degli altri materiali già presenti

Lo stoccaggio del cloruro di calcio richiede un materiale capace di resistere al tempo, in particolar modo a 7 elementi: aggressione chimica, gelo, umidità, raggi UV, sbalzi termici, carichi meccanici e uso prolungato in esterno.

L’acciaio richiede protezioni e rivestimenti, perché in contesti aggressivi può essere soggetto a corrosione.

Il cemento può presentare porosità, degrado e infiltrazioni. PVC e plastiche standard possono essere meno adatti ad applicazioni interrate, gravose o di lunga durata.

L’HDPE può essere adatto ad applicazioni leggere, ma è meno indicato quando servono rigidità, grandi volumi, stabilità termica e prestazioni prolungate in ambienti aggressivi.

Il composito in fibra di vetro combina leggerezza, resistenza chimica, inerzia termica e assenza di corrosione. Ad esempio un serbatoio da 20 m³ pesa circa 660 kg, grazie a un peso specifico di 1,20 g/cm³.

Quanto ti costa nel tempo? 

Il TCO (Total Cost of Ownership) misura il costo reale di un bene nel suo ciclo di vita: acquisto, trasporto, installazione, manutenzione, controlli, assistenza, interventi straordinari e sostituzioni.

Il ROI (Return on Investment) misura invece il ritorno generato dall’investimento rispetto al capitale speso.

Andiamo a calcolare questi valori nel caso dei serbatoi per CaCl2

Il confronto corretto va fatto su un orizzonte lungo, ad esempio assumendo un serbatoio da 20 m³ per 25 anni di utilizzo.

Un serbatoio tradizionale può avere investimento iniziale spesso inferiore, ma richiede manutenzione più elevata, protezioni anticorrosione, interventi straordinari più frequenti e presenta rischio corrosione.

Un serbatoio in PRFV ha investimento iniziale spesso superiore, ma con manutenzione ridotta, nessuna protezione anticorrosione, meno interventi straordinari, rischio corrosione assente e durata operativa stimata in 30–40 anni, rispetto ai 15–20 anni dei serbatoi tradizionali in ambienti aggressivi.

Caso d’Applicazione: Tronco di Cassino, Avellino Ovest e Caianello

Manzi ha effettuato delle installazioni di serbatoi per CaCl2, in ambito autostradale, nell’area del Tronco di Cassino, presso i caselli di Avellino Ovest e Caianello.

Richiesta del Committente: posizionare serbatoi idonei lungo la rete viaria per rendere disponibile la soluzione antigelo dove serve, quando serve.

Un deposito ben progettato riduce i tempi logistici, permette il rifornimento dei mezzi operativi, limita l’improvvisazione, aiuta gli operatori a lavorare con maggiore sicurezza e protegge il sito e l’ambiente circostante.

Dal semplice serbatoio siamo passati così ad un sistema integrabile con doppia parete monitorabile, centralina di controllo, sensori per umidità, temperatura, densità e livello, controllo dei residui solidi da precipitazione del CaCl2, passo d’uomo per ispezione e finitura esterna in gelcoat anti-UV.

La sicurezza invernale non si improvvisa durante l’emergenza. Si prepara prima, con punti di stoccaggio distribuiti, serbatoi idonei e sistemi controllabili nel tempo. Lo stoccaggio del cloruro di calcio incide su continuità operativa, manutenzione, rischio ambientale e costo totale nel ciclo di vita, su autostrade, strade, reti viarie ed infrastrutture esposte al gelo. 

Tutte le informazioni tecniche sono nella Presentazione del ChemShield: scaricala qui sotto.

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